30 settembre 2014 - Da più' di un decennio la Puglia è impegnata nella promozione turistica territoriale, ed il Salento svetta come un diamante fra le destinazioni turistiche italiane. Ma un megaprogetto, calato dall'alto, minaccia per sempre le bellezze e l'economia della regione, e del Salento in particolare.
Si chiama TAP ( Trans-Adriatic Pipeline), un gasdotto transoceanico che attraversando Grecia ed Albania, per portare il gas nel centro Europa, approderà in una delle spiagge più belle d'Italia, sulla riviera adriatica.
"Una follia!" ciascuno di noi potrebbe pensare. Ma nonostante il parere contrario della Regione Puglia, del Ministero dei Beni culturali e, sopratutto, nonostante la mancata concertazione con il territorio ed il dissenso forte e chiaro dei cittadini e di 40 sindaci della provincia, il progetto del gasdotto TAP va avanti spedito, accelerato dallo "Sblocca Italia".
Per questo il 20 settembre in mille persone, giunte da tutta la Puglia, siamo partiti da piazza del Popolo a S. Foca, marina dei Melendugno, un paradiso terrestre nel cuore del Salento, insignita per ben quattro volte della Bandiera blu e le Cinque Vele di Legambiente, distante poco più di un chilometro dalla riserva naturale "Le Cesine". Un' incantevole spiaggia, tra le cui morbide dune di sabbia depongono le uova le tartarughe 'Caretta Caretta' e tra le cui limpide acque turchesi è stata avvistata, proprio quest'anno, la rara Foca Monaca.
Abbiamo percorso a piedi otto chilometri lungo il tracciato che percorrerà il gasdotto, tra muretti a secco, pajare, 1.900 ulivi, anche secolari, che saranno irrimediabilmente divelti. Un'area verde incontaminata, che accoglie la "Micene del Salento", Roca Vecchia, un sito archeologico d'interesse comunitario e di straordinaria bellezza. Per non scordare che nell'irrazionalità del megaprogetto, proprio nei pressi di due dolmen, Placa e Gurgulante, sarà realizzata la centrale di depressurizzazione che occuperà con tubi, ferro e due camini, 12 ettari di terra fra i centri abitati di Melendugno, Vernole e Calimera.
Abbiamo marciato sino a raggiungere Melendugno, unendoci in Piazza Pertini ad altre duemila persone, anche loro giunte per manifestare il proprio dissenso a TAP, opera inutile e dannosa. Perché chiunque percorra quei luoghi incontaminati, non può non constatare da se che questo territorio è inadeguato ad ospitare una simile infrastruttura, è inconcepibile, è cosi ovvio!
A chi giova saccheggiare terra e mare, di cui il Salento nutre e si nutre, per paesaggio, enogastronomia, produttività?
A chi giova imporre la mediocrità industriale di chi vuol sventrare un territorio che attrae, vocato al turismo ecocompatibile?
Solo forti interessi lobbistici e speculativi intorno all'approvvigionamento di gas possono scavalcare il buon senso, minacciando il futuro di queste terre e dei salentini!
Altrimenti non si può pensare di impoverire un' economia nel momento in cui l'investimento in marketing turistico sta producendo i suoi desiderati e meritati frutti. Non si può pensare di uccidere il turismo in una terra ricca di natura inviolata e mare cristallino.
Non è logico avviare processi industriali completamente slegati dallo sviluppo economico per anni perseguito, ossia quello turistico, alberghiero, enogastronomico, interconnesso sopratutto con il paesaggio, la tradizione e l'identità del Salento.
Altrimenti non si può pensare di progettare e costruire, senza scrupoli, un'opera inutile e dannosa sulla testa dei cittadini che hanno investito, nel corso degli anni, proprie risorse, passioni e professionalità.
“Salento terra d’amare” citava uno slogan istituzionale, e chi questa terra la ama davvero, non potrà che difenderla.
M5S ATTIVISTI LECCE
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