Cominciano ad apparire con più frequenza anche nei nostri territori le "case dell'acqua". Ma cosa sono esattamente?
Sono dei distributori che erogano normalissima acqua pubblica, la così detta "acqua del sindaco", ma un prezzo maggiorato.
In moltissimi casi il costo è di 5 cent al litro, rispetto allo 0,001 cent a litro che spendiamo, per la stessa acqua, che arriva sino ai nostri rubinetti.
Cosa fa lievitare il costo? I soliti profitti ai privati che speculano sui beni comuni.
Le amministrazioni non dovrebbero elargire appalti o sostenere attività d'impresa per la gestione dell'acqua.
Dovrebbero aumentare il numero delle fontane pubbliche e stimolare le persone all’ uso dell’acqua di rubinetto ( 2 italiani su 3 sembrano non fidarsene) impiegando i soldi per migliorarne la qualità.
Di conseguenza si avrebbe un effettivo risparmio, diminuirebbe l’uso della plastica per l’imbottigliamento ed il trasporto su gomme, oltre al fatto che si garantirebbe un servizio basilare, Acqua Bene Comune, rispettando il referendum che ancora oggi, a distanza di tre anni, in Puglia non viene rispettato.
M5S ATTIVISTI LECCE

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