Questo è il problema, quando con una mano si propaganda il dissenso e con l'altra s' intasca il compenso. Ma la lotta " NOTAP! " necessita di serietà, e dell' ipocrisia non avremo pietà!
mercoledì 29 ottobre 2014
martedì 28 ottobre 2014
INFORMATTIVI - Il primo numero
Siamo felici di pubblicare e condividere la versione digitale del nostro volantino informativo, contenitore delle battaglie che giorno dopo giorno compiamo sul territorio, in particolare leccese e dell' hinterland salentino.
In primo piano l' annoso problema dell'inquinamento da idrocarburi , affioranti e presenti nei pressi del Parco di Belloluogo e di Studium 2000, sede dell' universitaria del Salento, mai bonificati e oggetto di un'interrogazione parlamentare al Senato. All'interno, il resoconto della grande manifestazione svoltasi a S. Foca contro l'inutile e dannoso gasdotto TAP, che ha visto la partecipazione di Beppe Grillo, oltre che di migliaia di cittadini accorsi da tutta la regione. Ogni pubblicazione raccoglierà le nostre proposte ed azioni concrete, ospitando due finestre : una incentrata su temi nazionali (in questo numero parliamo del reato di autoriciclaggio), l'altra su battaglie di comuni della provincia (iniziamo con Melpignano ed un progetto sperimentale di riciclaggio dell'amianto). Nella pagina conclusiva, di volta in volta, ci saluteremo con un po' di leggerezza ma dal retrogusto amaro, con ironiche poesie in rima ed esilaranti vignette di Alberto De Lazzari.
Buona lettura.
P.s. Lo steso volantino verrà distribuito gratuitamente in versione cartacea prsso i nostri banchetti informativi.
Clicca qui per sfogliare INFORMATTIVI Online
N. 01
Questo volantino informativo non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
venerdì 24 ottobre 2014
COORDINAMENTO NO TAP NO FOSSILI: LETTERA APERTA A TELENORBA
Con questa aperta ed accorata lettera, ci rivolgiamo al presidente ed editore di Telenorba, sulle cui reti da pochi giorni va in onda un indecente spot di propaganda, riguardante la multinazionale TAP (Trans Adriatic Pipeline) che tra paesaggi pugliesi e finti intervistati "di passaggio", tenta di far passare l'idea che un gasdotto che minaccia per sempre le bellezze e l'economia della regione, che squarcerà il territorio, spazzerà via 1900 ulivi nel solo salento, trivellerà le meravigliose coste di San Foca, sia in perfetta sintonia con la vocazione turistica del territorio.
Un video dal contenuto sconcertante, che si vuol far passare per informativo ( marchiato TG NORBA) ma che è nella realtà pubblicitario e promozionale, che dall'inizio alla fine tenta di far passare strumentalmente l'idea che il gasdotto ed il gas siano necessari, indispensabili. Quando informare vorrebbe dire sostenere esattamente il contrario, ossia riportare che sta nascendo un nuovo modello economico in cui l’energia ce la produciamo da soli, che l'energia in eccesso prodotta dai pannelli solari sui tetti delle nostre case la ri-immettiamo in rete, che il costo fisso per l’energia sta scendendo rapidamente ed è un costo marginale vicino allo zero, che l'unica cosa che non ha un futuro in questo paese e nel modo intero è proprio l'energia da fonti fossili.
E proprio una tv locale, la più grande del territorio, alla cui grandezza proprio questo territorio ha contribuito, con le sue bellezze, la sua cultura, le sue risorse, e che beneficia annualmente di finanziamenti pubblici, dunque di noi cittadini, senza che mai si chiedesse conto di come vengono realmente investiti; proprio voi che avete dichiarato negli anni di aver concorso alla crescita della regione, che avete chiesto negli anni ai comuni pugliesi di investire ingenti risorse pubbliche per i vostri programmi, assicurando ricadute turistiche ed economiche grazie alla diffusione televisiva sui vostri canali; proprio voi che siete chiamati e finanziati dalle istituzioni locali per a raccontare la Puglia, dal Vinitaly alla BIT di Milano; proprio voi che siete cresciuti anche grazie agli investimenti di grandi e piccoli imprenditori locali, dell'artigianato, dell'enogastronomia, del turismo ricambiate questo territorio con uno schiaffo morale pesante, insopportabile, molesto, che tenta di comperare consenso a buon mercato.
Dite di amare il territorio ma non avete scrupoli a diffondere una televendita vergognosa che tenta di alienare ed appiattire il senso critico del telespettatore inconsapevole. Eppure, dovreste coscientemente e doverosamente restituire almeno la verità a questa terra già martoriata e già troppo connivente con lobbi e potere.
La verità è che il gas non ci serve, che il gasdotto TAP ammazzerà il turismo e tutto ciò che rende ricca e produttiva questa terra non restituendo nulla di ciò che arraffa, nessun posto di lavoro, nessuno risparmio in bolletta, nessun beneficio, ma impoverirà un' economia in crescita per puri interessi speculativi, minacciando il futuro della Puglia ed in particolare dei salentini. Noi siamo la Puglia, siamo il Salento, godiamo gratis del sole e del vento!
Noi cittadini ci sforziamo continuamente di raccontare la verità, che la tv, i tg , gli editori e fin troppi giornalisti volutamente tacciono, nascondono, confondono, svendono e mercificano , massimizzando profitto dalle menzogne che raccontano violando i loro doveri professionali e facendosi arruolare da spregiudicate multinazionali.
COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE PUGLIESE NO TAP NO FOSSILI
giovedì 23 ottobre 2014
8X1000 ALL'ED. SCOLASTICA: GLI ATTIVISTI SALENTINI DEL M5S SOLLECITANO PROVINCIA E COMUNI
Sono più di un centinaio i cittadini-attivisti aderenti al M5S che hanno messo in campo, in questi giorni, un' importante azione di sollecito agli enti locali, Provincia di Lecce e tutti i Comuni del Salento riguardo l'attivazione della procedura per usufruire dell' otto per mille destinato all'edilizia scolastica (previsto dalla Legge di Stabilità 2014 a seguito di un emendamento proposto dal MoVimento 5 Stelle).
Occorre fare presto! I termini per avvalersi dei contributi per il finanziamento degli interventi sui fabbricati scolastici, scadono il 15 novembre prossimo: entro e non oltre quella data la Provincia di Lecce e i 97 Comuni, dovranno procedere alla trasmissione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dell' istanza di concessione del fondo, con un relativo piano di richiesta d' intervento.Sconfortante è l'imperdonabile lentezza del Ministero che, pur con i termini agli sgoccioli, non ha ancora inteso aggiornare i moduli rischiando di vanificare la possibilità di istanza degli enti nei termini previsti correndo il pericolo che le risorse vengano dirottate altrove.
Per questo abbiamo inteso allegare al nostro sollecito, un fac-simile della domanda con l'aggiunta della quinta finalità (edilizia scolastica pubblica) e che si va ad inserire alle quattro già esistenti (fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali).
La nostra consapevolezza è che non possiamo permetterci di perdere questa opportunità, stando alle disastrose condizioni in cui versano gli edifici scolastici, aggravato dal momento di enormi difficoltà economiche vissute anche dalle amministrazioni locali.
Il testo integrale dell'isitanza:
Al Sindaco
All' assessorato alla Pubblica Istruzione
Al dirigente del Settore Edilizia Scolastica
per conoscenza
Ai membri della Giunta Comunale
Ai membri del Consiglio Comunale
Ditinti saluti.
Lecce, 22 ottobre 2014
I cittadini-attivisti dei meetup:
La nostra consapevolezza è che non possiamo permetterci di perdere questa opportunità, stando alle disastrose condizioni in cui versano gli edifici scolastici, aggravato dal momento di enormi difficoltà economiche vissute anche dalle amministrazioni locali.
Il testo integrale dell'isitanza:
Al Sindaco
All' assessorato alla Pubblica Istruzione
Al dirigente del Settore Edilizia Scolastica
per conoscenza
Ai membri della Giunta Comunale
Ai membri del Consiglio Comunale
OGGETTO: Informazioni e sollecito sull'avvio della procedura per usufruire dell'8x100 all'edilizia scolastica, secondo le disposizioni indicate nella Legge di Stabilità 2014.
Nell'ottica di sostegno alle politiche virtuose, in qualità di cittadini, attivi, aderenti al moVimento Cinque Stelle,
premesso che:
- lo stato dell'edilizia scolastica è ancora non del tutto adeguato alle norme vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di prevenzione antisismica;
- molte strutture scolastiche sono ben lontane dal rispetto delle norme igienico sanitarie ( servizi igienici carenti, impianti elettrici non adeguati, sistemi di areazione carenti, tinteggiature non effettuate da anni, ecc);
Considerato che:
- tale situazione impone una improcrastinabile necessità di adottare ogni procedura che possa aiutare l'ente locale ad ottenere finanziamenti idonei;
- la legge di stabilità 2014 a seguito di un emendamento proposto dal MoVimento 5 Stelle, ha modificato la legge 222/1985 aggiungendo le parole “e ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’ istruzione scolastica.”
CHIEDIAMO
- di procedere all’ attento esame e monitoraggio della normativa in materia, ed in particolare in riferimento alla modifica del regolamento contenuto nel D.P.R. 10 marzo 1998, n. 76 in relazione all’ introduzione della categoria ‘edilizia scolastica’ avvenuta con la Legge di Stabilità 2014 , legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, comma 206, al fine di conformare la propria attività al rispetto delle indicazioni ivi fornite;
- di effettuare tutti gli adempimenti successivi e necessari affinché entro e non oltre la data del 15 novembre 2014 il Comune proceda alla trasmissione dell' istanza di concessione del fondo per il finanziamento di progetti e/o interventi sui fabbricati scolastici attraverso la destinazione delle risorse provenienti dall’ utilizzo della quota dell’otto per mille Irpef, con relativo piano di richiesta di intervento, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri secondo le modalità previste:
a mezzo PEC suufcam.dica@pec.governo.it
oppure
con raccomandata A.R. al seguente indirizzo :
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per il coordinamento amministrativo, Ufficio per la concertazione amministrativa e il monitoraggio Servizio per le attività inerenti alle procedure di utilizzazione dell’otto per mille dell’IRPEF e per gli interventi straordinari sul territorio presso Ufficio accettazione corrispondenza Palazzo Chigi Piazza Colonna, 370 00187 Roma;
- produrre per ogni plesso scolastico cittadino un idoneo ‘fascicolo del fabbricato’, documento che potrà consentire di tenere costantemente monitorato lo stato di salute e sicurezza del patrimonio scolastico;
- informare la popolazione su eventuali sviluppi.
Avendo appurato che, se pur ad una manciata di giorni alla scadenza dei termini, sul sito del Ministero dell’Economia e Finanze i moduli per presentare le istanze per l'aggiudicazione delle somme non sono ancora stati aggiornati, alleghiamo alla presente istanza, un fac-simile della richiesta da utilizzare a tal fine.
Lecce, 22 ottobre 2014
I cittadini-attivisti dei meetup:
M5S Attivisti Lecce
Movimento Melpignano
Movimento 5 Stelle Soleto
Movimento 5 Stelle Copertino
Calimera in Movimento
M5S Attivisti Lequile
Racale 5 Stelle
M5S Attivisti San Cesario
Stelle Attive Casarano
Cinque Stelle per Tricase
Cinque Stelle Taviano
Arnesano in Movimento
GenerAttivi Cursi con B. Grillo
Morciano in MoVimento
Movimento 5 stelle Campi Salentina
Movimento Melpignano
Movimento 5 Stelle Soleto
Movimento 5 Stelle Copertino
Calimera in Movimento
M5S Attivisti Lequile
Racale 5 Stelle
M5S Attivisti San Cesario
Stelle Attive Casarano
Cinque Stelle per Tricase
Cinque Stelle Taviano
Arnesano in Movimento
GenerAttivi Cursi con B. Grillo
Morciano in MoVimento
Movimento 5 stelle Campi Salentina
sabato 18 ottobre 2014
LETTERA DEI PORTAVOCE AGLI ATTIVISTI PUGLIESI
LETTERA ai Cittadini attivi del Movimento 5 stelle da parte dei Portavoce pugliesi eletti al Parlamento Italiano, all’Europarlamento e nei Consigli Comunali.
cogliamo l’occasione per augurare a tutti Voi buon compleanno per il 5° anniversario dalla nascita del Movimento 5 stelle, un Grazie a tutti per l’impegno e la passione che dedicate alla nostra missione.
Con l’approssimarsi del 2015, si avvicina la possibilità di eleggere nel consiglio regionale pugliese altri cittadini che portino avanti le idee del Movimento 5 Stelle.
A questo proposito, noi portavoce intendiamo metterci a disposizione della comunità 5 stelle pugliese e dei cittadini al fine di redigere insieme un programma di idee condivise per la Puglia.
L’intento è quello di favorire l’emergere di temi e argomenti di interesse collettivo e di competenza dell’ente regionale, adoperando per quanto possibile, l’esperienza da noi accumulata nel parlamento italiano, nel parlamento europeo e nei consigli comunali.
Il principio condiviso da tutti noi è che ci si debba concentrare sui temi prima che sui nomi dei candidati.
Quindi ci sembra opportuno che noi portavoce indicassimo, in prima battuta, una serie di punti da passare al vaglio dei vari territori.
In seguito le varie comunità 5 stelle, i meetup e le associazioni potranno proporre modifiche e/o integrazioni attraverso il coinvolgimento dei cittadini dei propri territori.
L’obiettivo è quello di promuovere la massima partecipazione alla definizione dei temi e stabilire, tramite un metodo di confronto tra i vari territori, le priorità da indicare nel nostro programma elettorale.
Riteniamo questo un passo importante quanto imprescindibile per presentare una lista nella nostra regione e soprattutto per avere delle proposte da avanzare qualora alcuni cittadini eletti nel M5S sedessero nel consiglio regionale.
Crediamo inoltre che sia opportuno identificare un coordinatore per ciascuna area tematica al fine di non disperdere energie e valori del gruppo.
Abbiamo riflettuto su questa figura e sul ruolo delicato che dovrà svolgere. Pertanto riteniamo essenziale che sia nominato da assemblee di gruppi omogenei provenienti da tutta la regione e soprattutto che si adoperi con la consapevolezza che questo ruolo preclude ogni possibile candidatura a cariche istituzionali.
Noi portavoce ci impegniamo, come ovvio, a partecipare come ogni altro cittadino e a non influenzare in alcun modo le scelte che i cittadini registrati al Movimento 5 Stelle effettueranno nella selezione dei propri coordinatori e dei futuri portavoce alla regione Puglia.
Data 18/10/2014
I portavoce 5 stelle eletti in Puglia
giovedì 16 ottobre 2014
IL M5S CHIEDE CHIARIMENTI A REGIONE E COMUNI SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI IN PUGLIA
I Parlamentari, l’Europarlamentare e i gruppi di attivisti del MoVimento 5 Stelle della Puglia hanno depositato una lettera indirizzata al Presidente della Regione Nichi Vendola, all’Assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, ai consiglieri regionali e ai Sindaci dei Comuni pugliesi per richiedere chiarimenti, comunicare segnalazioni cittadine e proporre migliorie a molti specifici aspetti legati alla gestione dei rifiuti tramite l’attività degli Aro.
In particolar modo, si richiede come mai nel Regolamento dell’Aro Ba4 si faccia intendere che parte della raccolta differenziata sarà destinata al recupero di energia, senza però preoccuparsi di escludere l’incenerimento nonostante le diverse segnalazioni da parte degli attivisti. Difatti, proprio per permettere che la partecipazione cittadina sia efficiente ed efficace in sede di approvazione di documenti tanto importanti, come peraltro garantito dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani alla voce “Costruzione condivisa con la collettività delle modalità di erogazione dei nuovi servizi”, nella lettera si precisa che i consigli comunali debbano riunirsi in sedute monotematiche pubbliche al fine di produrre “un atto di indirizzo da portare nelle riunioni, anch’esse pubbliche, di ARO e ATO, affinché questi ultimi ambiti possano recepire e valorizzare le singole esigenze e renderle comuni”. Oggi, invece, accade che l’approvazione in sede di Aro avvenga senza la partecipazione della cittadinanza alle riunioni e senza trasparenza, come dimostrato dalla mancanza di pubblicazione di atti e delibere. Per questo, si chiede che le convocazioni e la totalità delle delibere degli ARO e ATO siano disponibili nel portale “Ambiente” della Regione Puglia e sui siti web dei comuni di competenza.
I 5 Stelle segnalano anche forti ritardi e rallentamenti nei lavori nella quasi totalità degli Aro e i commissariamenti degli Aro: ARO8/BA, ARO1/BT, ARO4/FG, ARO8/FG, ARO2/LE, ARO5/LE, ARO10/LE, ARO11/LE. Inoltre, richiedono se sia vero il coinvolgimento di Conspi e Conai nel ciclo di rifiuti pugliese, compresi la determinazione e l’espletamento di bandi di gara.
In particolar modo, si richiede una netta presa di posizione verso la STRATEGIA RIFIUTI ZERO con la progressiva chiusura degli inceneritori esistenti in Puglia. Un segnale importante in tale direzione sarebbe, ad esempio, la revoca degli atti che individuano due discariche (Grottelline e Corigliano d'Otranto) che metterebbero a rischio le falde acquifere della fossa bradanica e della più grande riserva idrica sotterranea del Salento o un piano di realizzazione di impianti di compostaggio pubblici, che consentano di conferire la FORSU con costi di conferimento per i Comuni non elevati e sconti sulla tariffa.
Oltre a ciò, si invita a verificare lo stato dell’arte sugli obbiettivi indicati dal D. Lgs 152/06 in materia di riciclaggio e recupero dei rifiuti. Si invita altresì ad un chiarimento in riferimento ai servizi di competenza dell’ARO che sono già stati affidati da parte dei Comuni prima che gli ARO avessero deliberato in merito. Inoltre, si domanda il numero totale delle discariche esaurite di RSU e RS presenti nel territorio regionale, il loro stato di caratterizzazione e di chiarire sulla possibilità di gestione “in house” dei servizi di competenza degli ARO e ATO espletata attraverso soggetti giuridici di diritto pubblico (es. aziende speciali).
Nel merito delle emergenze specifiche locali, non manca il riferimento alla discarica di Massafra, chiedendone il ricalcolo del tempo di esaurimento e delle soluzioni per il periodo successivo allo stesso.
Si desiderano, inoltre, chiarimenti sulla legittimità a norma di legge degli inceneritori che brucino “tal quale” come quello gestito da AMIU spa di Taranto.
Si chiede perdipiù di sapere quali siano le intenzioni in merito alle discariche di rifiuti speciali autorizzate sebbene non aderenti a quanto previsto dal D.Lgs 152/06 e come si intendono gestire i rifiuti speciali nelle aree ILVA oggetto di esposti al NOE di Lecce.
Per quanto concerne la discarica Martucci di Conversano, oltre alle esigenze di bonifica e modifica dell’impianto in vista di una futura conversione in impianto di compostaggio, in sostanza, si vuole che la Regione Puglia individui un’altra soluzione per lo smaltimento del rifiuto residuo da raccolte differenziate. In ultimo, si pretendono spiegazioni sui motivi per i quali, alla luce delle gravi irregolarità accertate in sede di incidente probatorio, relative alla realizzazione delle discariche di servizio e soccorso annesse all'impianto, è mancata la rescissione, da parte della Regione Puglia, del contratto con la Progetto Gestione Bacino Bari Cinque S.r.l..
Infine, si richiede quale sia la situazione degli impianti di conferimento rifiuti di Andria e Trani, anche alla luce dell’ ordinanza del 5 settembre 2014 adottata dal Presidente Vendola.
“Se tutto questo è la conseguenza di una Legge (peraltro abbondantemente disattesa) – riflettono i 5 Stelle pugliesi fuori e dentro le istituzioni –, non sarebbe forse il caso di fare un passo indietro e ritornare a dare dignità e sovranità ai singoli Comuni evitando quei regimi di proroga perennemente perpetrati negli ultimi anni”. Ma quella inviata non è solo una semplice riflessione, bensì una richiesta, assolutamente non trascurabile, di azione urgente su tutti i fronti segnalati.
Lettera a Vendola
Lettera a Vendola
martedì 14 ottobre 2014
IMPIANTO PILOTA AMIANTO-SIERO DEL LATTE: SE A PAGARE SARANNO TERRITORIO E CITTADINI DICIAMO NO!
Un consiglio comunale dai toni molto accesi, quello svoltosi ieri nell' affollata aula consiliare di Melpignano, dove, data la delicatezza dell'argomento sono giunti cittadini e sindaci da molti comuni della provincia.
Non mettendo assolutamente in dubbio la bontà della ricerca e del pieno successo dell'esperimento in laboratorio da parte dei ricercatori dell'università di Bologna, ci chiediamo perché sia stato scelto il comune di Melpignano per la realizzazione di un impianto che, proprio il prof. Norberto Roveri (Dipartimento di Chimica dell'Università di Bologna) che ha presentato il progetto da lui stesso brevettato, ha testualmente definito "LABORATORIO A CIELO APERTO", e che, dunque, svolgerà attività di ricerca e SPERIMENTAZIONE, necessaria affinché il Ministero dell'Ambiente accetti tale processo, e possa dare il via ad una "rete" di impianti sul territorio, dopo averne eliminato tutte le CRITICITA'.
Tale ricerca e sperimentazione prevede la lavorazione di cinque tonnellate d'amianto al giorno, con tutti i rischi connessi dalla liberazione d' amianto nell’ ambiente, durante la movimentazione, il trasporto e il necessario, se pur momentaneo, stoccaggio, al fine di SVILUPPARE UN BREVETTO SU SCALA INDUSTRIALE.
Un PROGETTO PILOTA, il primo dunque nel suo genere, del quale ovviamente nessuno può avere cognizione del successo o del fallimento, dei reali rischi connessi, di eventuali DANNI per l'ambiente e la salute stimabili a breve medio o lungo termine, e per il quale non esistono normative e protocolli di riferimento.
Una sperimentazione che il sindaco di Melpignano, anche a fronte di ciò che non si conosce sui rischi e sull'impatto antropico, e senza tener conto del principio di PRECAUZIONE e prevenzione, doveroso in un territorio che soffre un'incidenza tumorale in allarmante crescita, è pronto comunque a sposare, perché in caso di vittoria ne trarrebbe un rilevante, personale, risalto mediatico. Per questo ha già dato il proprio benestare per la messa a disposizione di un terreno pubblico alla società che realizzerà l'impianto pilota, pur non specificandone le condizioni. Una società a responsabilità limitata, la P.R.A. s.r.l. (Project Resource Asbestos s.r.l.), con un capitale social di appena 10.000 euro ( modesta cifra alla quale rifarsi in caso di danno o fallimento) che scavalca la sua "natura" di ricercatrice, producendo a fine ciclo materiali da commercializzare, come le pitture murarie.
Ma noi ci chiediamo:
Perché realizzare l'impianto in un luogo attiguo a centri abitati densamente popolati? L'ubicazione individuata è in agro di Melpignano, alle porte del comune di Maglie e ai comuni di Scorrano, Cutrofiano e Corigliano d’Otranto;
Perché in un territorio dove non è presente il siero del latte esausto, anch'esso rifiuto altamente inquinante, e che verrà dunque trasportato in enormi quantità nel Salento da altre regioni? ( Per il processo di lavorazione verrà utilizzato in quantità dieci volte superiore all'amianto da inertizzare: “una tonnellata di eternit e 10 tonnellate di siero di latte: dalla loro reazione si libera CO2”);
Perchè realizzarlo in un sito totalmente estraneo dalle filiere di stoccaggio dell’amianto, luogo del Parco Naturale Dei Paduli e della Foresta Belvedere, già individuato nel nuovo Piano Paesaggistico regionale?
Perché realizzarlo in un territorio a spiccata vocazione turistica, e sulla quale negli anni sono state investite ingenti somme pubbliche e private? (Melpignano è una delle città salentine più famose nel mondo per l'annuale Concertone della Notte della Taranta).
Perché prevederlo in un'area che già non riesce a far fronte alle troppe criticità di carattere ambientale e sanitario, strettamente interconnesse, e che non può sopportare ulteriori pressioni, se pur minime, come più volte ribadito dalla Lega Italiana alla Lotta ai Tumori della provincia di Lecce?
"Il Salento non vuole crescere" ha esordito ieri sera l'ingegnere Calò, dopo aver udito la sala consigliare colma di cittadini e associazioni esprimere molteplici riserve, "meglio un impianto che ci liberi dell'amianto che una pericolosa discarica" ha aggiunto. E lo ha fatto omettendo candidamente di dire che proprio lui, progettò la discarica di inerti d' amianto di Galatone.
Se tutto dovesse andar bene, il sindaco ci guadagnerà, come lui stesso auspica, in immagine mediatica, la società ci guadagnerà con il brevetto e trarrà profitto dai prodotti, e noi potremmo eventualmente liberarci dell'amianto, ma solo dopo averlo trasportato in lungo e in largo sul territorio, sperando di non aver liberato troppe particelle.
Ma... ma se qualcosa... o tutto, dovesse andare storto? A rimetterci sarebbe solo e soltanto il territorio e chi lo abita!
Nessuna politica seria e virtuosa, a nostro avviso, può basarsi su un simile azzardo!
Saremo più che contenti di adottare, in futuro, la migliore, accertata, soluzione all'annosa piaga dell'amianto, sicura, sperimentata, ma sopratutto compatibile con il territorio e voluta di cittadini.
Ma in attesa di un quadro normativo, che salvaguardi le popolazioni e l’ambiente, che valuti in modo approfondito e sistematico le criticità e gli impatti, in attesa di codici procedurali nazionali specifici, oggi assenti, riguardanti la realizzazione, la gestione, la sicurezza e le situazioni di emergenza degli impianti, senza riserve diciamo NO alla realizzazione di questo impianto SPERIMENTALE, in un territorio che abbiamo intenzione di difendere e preservare da scelte politiche, azzardate e da politiche di "crescita" e di "sviluppo" completamente slegate dalla vocazione di questo meraviglioso lembo di terra pugliese.
M5S ATTIVISTI LECCE
M5S ATTIVISTI LECCE
sabato 11 ottobre 2014
CONTRARI ALL' IMPIANTO PILOTA DI TRASFORMAZIONE DELL'AMIANTO IN AGRO DI MELPIGNANO
Esistono una pluralità di criticità che ci portano a bocciare in maniera netta e decisa la realizzazione dell'impianto di trasformazione dell'amianto e che stridono con il virtuosismo di cui è fiero il Comune di Melpignano.
Nel territorio salentino non esistono centri di stoccaggio di manufatti in amianto il ché, paradossalmente, ci costringerebbe a movimentare tonnellate di suddetti manufatti nel nostro territorio per poterli riciclare.
Perché importare nel territorio un rifiuto che non è stoccato in loco?
Non sarebbe più virtuoso promuovere l'inertizzazione in siti in cui sono già presenti centri di stoccaggio limitando gli spostamenti del materiale e riducendo così i rischi derivanti dal maneggiamento dello stesso?Allora perché trasportare del rifiuto pericoloso per i cittadini in un'area incontaminata come Melpino Curtidroso ?
Perché allontanarci dalla vocazione turistica del territorio per realizzare una pseudo area di riciclaggio (concedendoci il beneficio del dubbio sulla validità del processo) in un'area vergine e di interesse paesaggistico storico e rurale a ridosso del Parco dei Paduli?
Ma davvero un Comune virtuoso vuole realizzare un'opera che di virtuoso ha ben poco dato che sembra arricchire pochi a danno di molti?
Cosa è virtuoso?
E’ virtuoso battersi per aggregare quell'area al contiguo Parco dei Paduli.
E' virtuoso, ad esempio, destinare detta area alla piantumazione di alberi micorizzati e creare laboratori che possano interfacciarsi con le realtà didattiche dell'interland restituendo alla cittadinanza un territorio che è stato spesso assoggettato da una becera logica industriale.
E' virtuoso che l'amministrazione provveda a rimuovere dalle zone periferiche del paese i manufatti in amianto abbandonati da qualche “sprovveduto”.
E' virtuoso promuovere e soprattutto incentivare la messa in sicurezza e l'eventuale rimozione dalle costruzioni private dei manufatti in amianto.
E' virtuoso promuovere e soprattutto incentivare la messa in sicurezza e l'eventuale rimozione dalle costruzioni private dei manufatti in amianto.
La costruzione di questo impianto tradisce tutte le battaglie combattute fino ad ora in difesa dell'ambiente da parte degli ambientalisti e del Comune di Melpignano che hanno portato alla chiusura della Copersalento.
Confidando nel virtuosismo dell'amministrazione, auspichiamo che venga rivisto il parere sulla realizzazione di questa "nuova bomba industriale".
Abbiamo bisogno di innovazione, ma di innovazione ragionata e non di sperimentazione sulla pelle dei cittadini!
Gli attivisti
Melpignano in Movimento,
M5S Attivisti Lecce,
Maglie 5 stelle
Maglie 5 stelle
Movimento Cinque Stelle Martano,
Amici Beppe Grillo Tuglie,
Movimento Cinque Stelle Nardo',
MoVimento Cinque Stelle Specchia
Forum Amici del Territorio di Cutrofiano
Forum Amici del Territorio di Cutrofiano
mercoledì 8 ottobre 2014
BLOCCHIAMO LO SBLOCCA ITALIA!
Abbiamo protocollato questa mattina al comune di Lecce una proposta di mozione comunale a tutela del territorio e delle autonomie dei Comuni, chiedendo che Sindaco e la Giunta comunale si impegni a chiedere il ritiro del D.L. 12 settembre 2014 n. 133 denominato “Sblocca Italia” (entrato il vigore il 13 settembre) a tutela del territorio comunale e dei poteri e delle autonomie delle amministrazioni locali.
Di seguito il testo completo:
Di seguito il testo completo:
Al Sindaco di Lecce Paolo Perrone
Al presidente del Consiglio Alfredo Pagliaro
Ai Capigruppo consiliari del Comune di Lecce
Premesso che:
VISTO Il Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133, c.d. “Sblocca Italia” recante “Disposizioni urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico, la ripresa delle attività produttive”;
VISTO Art. 7 (Norme in materia di gestione di risorse idriche. Modifiche urgenti al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per il superamento delle procedure di infrazione 2014/2059, 2004/2034 e 2009/2034, sentenze C-565-10 del 19 luglio 2012 e C-85-13 del 10 aprile 2014; norme di accelerazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e per l'adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione degli agglomerati urbani; finanziamento di opere urgenti di sistemazione idraulica dei corsi d'acqua nelle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione;
VISTO Art. 17 (Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia);
VISTO Art. 21 (Misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione);
VISTO Art . 25 (Misure urgenti di semplificazione amministrativa e di accelerazione delle procedure in materia di patrimonio culturale);
VISTO Art. 26 (Misure urgenti per la valorizzazione degli immobili demaniali inutilizzati);
VISTO Art. 33 (Bonifica ambientale e
rigenerazione urbana delle aree di rilevante interesse nazionale);
VISTO Art. 35 (Misure urgenti per l'individuazione e la realizzazione di impianti di recupero di energia, dai rifiuti urbani e speciali, costituenti infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale);
VISTO Art. 36 (Misure a favore degli interventi di sviluppo delle regioni per la ricerca di idrocarburi);
VISTO Art. 38 (Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali);
Considerato che:
Dall'analisi dell'Art.7 sembrerebbe che
Il principio di unitarietà verrà sostituito dal principio di unicità imponendo il Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato (Favorendo grandi multi utility);
In questo articolato vengono previsti sub affidamenti della gestione del servizio una volta non previsti e viene soppresso il comma dell’articolo 151 del Dlgs 152/2006, che imponeva al gestore del servizio idrico integrato di dover chiedere parere all’Autorità d’ambito (composta degli Enti Locali), prima di poter acquisire la gestione di altri servizi pubblici locali;
Verrà inserita la modifica dell’articolo 153 del Dlgs 152/2006 che prevede « Il gestore è tenuto a subentrare nelle garanzie e nelle obbligazioni relative ai contratti di finanziamento in essere o ad estinguerli, ed a corrispondere al gestore uscente un valore di rimborso definito secondo i criteri stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. » Tale norma è destinata a bloccare i processi di ripubblicizzazione in atto.
Dall’analisi dell’ar ticolo 17 sembrerebbe che:
Interviene sulle volumetrie, che vengono considerate complessivamente e non per unità immobiliare, si consentono manutenzioni straordinarie molto disinvolte, con frazionamento e accorpamento delle unità immobiliari, prescindendo dal carico urbanistico;
Vengono aggiunte due norme, una sul mutamento d’uso urbanisticamente rilevante (art. 23–ter) e una sul permesso di costruire convenzionato (art. 28–bis) che appare l’ennesimo regalo ai costruttori che se soddisfano un non meglio definito interesse pubblico riceve dal Comune con una modalità semplificata, un permesso di costruire convenzionato appunto. In un Paese come il nostro il termine semplificazione sembra celare quello di “ regalia”.
Dall’analisi dell’articolo 21 sembrerebbe che:
Prevedere misure per una deduzione dal reddito complessivo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro, per chi abbia effettuato l’acquisto dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di nuova costruzione od oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia. Tale deduzione viene tra le altre cose vincolata alla locazione per almeno otto anni. Inoltre la deduzione spetta anche per l’acquisto o realizzazione di ulteriori unità immobiliari da destinare alla locazione. Insomma si incentiva la speculazione immobiliare, si incentiva l’acquisto, laddove c’è un paese in crisi, tentando di far perlomeno emergere gli affitti in nero vincolando la deduzione ai contratti di locazione.
Dall’analisi dell’articolo 25 sembrerebbe che:
In alcuni casi viene esclusa la necessità dell’autorizzazione paesaggistica e viene introdotto il meccanismo del silenzio-assenso sui pareri paesaggistici, trascorsi infruttuosamente i 60 giorni stabiliti dalla norma;
Il comma 1 modifica due aspetti della disciplina della conferenza di servizi (artt. 14 ss., L. n.241/1990): fissa la decorrenza dei termini di validità degli atti di assenso acquisiti all'interno della conferenza, a far data dall'adozione del provvedimento finale;
Il comma 2 prevede l'introduzione, nel regolamento di delegificazione volto a modificare la disciplina sull'autorizzazione paesaggistica riguardante interventi di lieve entità, delle tipologie di interventi per i quali l'autorizzazione paesaggistica non è richiesta;
Il comma 3 interviene sul procedimento per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, sopprimendo le disposizioni (c. 9 dell'art. 146 del D.lgs. 42/2004).
Dall’analisi dell’articolo 26 sembrerebbe che:
Gli enti locali debbano provvedere al massimo della semplificazione di tutti gli atti relativi ai cambi di destinazione d’uso e della variante urbanistica e accelerare il censimento degli immobili della Difesa. Nell'utimo comma si afferma che agli enti territoriali che hanno contribuito alla conclusione del procedimento è attribuita una quota parte dei proventi di tale “valorizzazione”, che si potrebbe meglio definire “svendita”, del patrimonio pubblico. Tale norma serve esclusivamente a fare cassa e non pone assolutamente dei paletti su quale debba essere invece la destinazione d’uso di tale patrimonio.
Dall'analisi dell'articolo 33 sembrerebbe che:
Escluderebbe i comuni nelle attività di pianificazione e realizzazione del risanamento ambientale e valorizzazione del patrimonio pubblico e privato, affidando ad un Commissario Governativo la progettazione delle opere e la possibile variazione di destinazione urbanistica delle aree e ad un General Contractor l'esecuzione delle opere (vedi il consorzio “Venezia nuova” per il Mose).
Dall'analisi dell'articolo 35 sembrerebbe che:
Il Governo sceglierà i siti per la realizzazione di nuovi inceneritori, specificando che tutti diventeranno di interesse strategico nazionale. Questa manovra favorirà gli inceneritori a scapito degli impianti di riciclo ed utilizzo andando contro la direttiva Europea del 2008 in materia di trattamento dei rifiuti.
Le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale avranno tempi dimezzati (30 gg. invece degli attuali 60 gg).
Dall'analisi dell'articolo 36 sembrerebbe che:
I proventi delle royalties potranno essere usate sforando il patto di stabilità solo per i primi 4 anni ed esclusivamente per l'aliquota derivante da eventuali maggiori produzioni.
Dall'analisi dell'articolo 38 sembrerebbe che:
Tutte le attività connesse allo sfruttamento dei giacimenti nazionali di idrocarburi, con trivelle, e infrastrutture, diventano di interesse strategico nazionale;
Il titolo concessorio sarà unico, mentre ora è suddiviso in tre fasi: permesso di ricerca, prospezione ed estrazione;
Tutte le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale per le attività di ricerca, prospezione ed estrazione in terraferma saranno tolte alle regioni e accentrate allo Stato;
Si prevede la possibilità di autorizzare con pochissimi studi a supporto attività di estrazione "sperimentali" in mare nelle aree a confine con altri paesi, per 5 anni rinnovabili per altri 5.
Ritenuto che:
Una buona metà delle norme appaiono incompatibili con lo strumento del decreto-legge, perché, essendo di carattere ordinamentale - se non addirittura di indirizzo - sono prive dei requisiti di urgenza che il nostro ordinamento impone agli atti emanati ai sensi dell’articolo 77 della Carta Costituzionale e andrebbero semplicemente stralciate dal testo. Molte disposizioni che si sovrappongono abbastanza inutilmente al già confuso quadro normativo, prevedendo misure ed azioni che non hanno alcun bisogno di una specifica disposizione di legge.
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO E RITENUTO
SI IMPEGNA IL SINDACO DI LECCE E LA GIUNTA COMUNALE a farsi portavoce presso gli organi Istituzionali competenti affinché tale Decreto venga ritirato.
Noi cittadini attivisti del gruppo M5S ATTIVISTI LECCE, fiduciosi nel Vostro interesse al tema, e alla nostra proposta di mozione, Vi porgiamo distinti saluti.
M5S ATTIVISTI LECCE
martedì 7 ottobre 2014
lL DISERBO BIO E' POSSIBILE: A GARANZIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL' AMBIENTE
Come vi avevamo anticipato, stamane abbiamo protocollato la nostra proposta scaturita dalla notizia che a breve, l'assessore alle politiche ambientali Andrea Guido, avrebbe avviato un nuovo bando pubblico di tre anni per accorpare i servizi di diserbo chimico e meccanico.
Abbiamo chiesto al sindaco, all'assessore di riferimento e al presidente della commissione ambiente di compiere un passo verso una nuova concezione di cura del verde urbano, che privilegi il controllo biologico e bandisca il diserbo chimico dichiaratamente pericoloso per la salute umana.
In Italia si distribuisce circa il 33% della quantità totale di insetticidi utilizzati nell'intero territorio comunitario, mediamente un terzo della frutta nei nostri piatti presenta residui di fitofarmaci (con fino a nove sostanze attive), il Morbo di Parkinson è stata riconosciuta malattia professionale da esposizione a pesticidi, che portano inoltre a cancro alla prostata, mieloma multiplo, e gravi rischi per la salute infantile quali ipospadia, leucemia, disturbi motori, deficit cognitivi e problemi comportamentali, per non contare i gravi danni che queste sostanze arrecano agli ecosistemi ed all’ ambiente in generale;
Le direttive comunitarie impongono di ridurre al minimo l'utilizzo dei pesticidi, privilegiando misure di controllo biologico, sopratutto in aree specifiche pubbliche come parchi, giardini, cortili scolastici, strade, vie ferroviarie, strutture sanitari oltre che corsi d'acqua e zone naturali protette.
Per questo chiediamo a questa amministrazione di compiere un passo nuovo tenendo conto di vari disciplinari già esistenti e adottati per la gestione eco-compatibile e biologica del verde pubblico, come il protocollo bio-habitat.com seguito dal Comune di Faenza sin dal 2006 e dal Comune di Bologna dal 2011.
Di seguito il testo completo della nostra istanza:
Al Sindaco di Lecce P. Perrone
All' Assessore alle Politiche Ambientali A. Guido
Al Presidente della Commissione Ambiente Garrisi
OGGETTO : Richiesta di divieto diserbo chimico in aree pubbliche e avvio di nuove pratiche di cura del verde urbano.
Noi cittadini attivisti del Meetup M5S ATTIVISTI LECCE, nell'ottica di sostegno alle politiche virtuose, venuti a conoscenza, in Commissione Ambiente riunitasi il giorno 11 settembre 2014, della volontà espressa dell' assessorato di riferimento, di voler avviare un bando pubblico di tre anni per accorpare i servizi di diserbo chimico, meccanico e disinfestazione,
preso atto:
- che in Italia si distribuisce circa il 33% della quantità totale di insetticidi utilizzati nell'intero territorio comunitario (Atti del convegno Isde “Uso dei pesticidi e salute”, Brescia 2012 );
- della strategia della Commissione Europea per la riduzione degli effetti sulla salute umana e l'ambiente di biocidi e pesticidi;
- del rapporto Legambiente “Pesticidi nel piatto”, secondo il quale almeno un terzo (36%) dei campioni di frutta e verdura analizzati presenta residui di fitofarmaci e che sono in aumento i campioni di frutta e verdura con fino a nove sostanze attive presenti contemporaneamente (Legambiente, “Pesticidi nel piatto 2012);
- del Rapporto ISPRA che documenta l’ulteriore incremento di pesticidi nelle acque superficiali e profonde, soprattutto erbicidi, del nostro paese rispetto al passato (ISPRA "Rapporto Nazionale pesticidi nelle acque: dati 2009-2010. Edizione 2013");
- dei rischi per la salute umana, in particolare per gli organismi in via di sviluppo e per l’infanzia anche a dosi minimali: azione di perturbatori endocrini, danni neuropsichici, effetti oncogeni e teratogeni e altro ancora, attestati da una letteratura scientifica sempre più corposa;
- del riconoscimento giuridico del Morbo di Parkinson come malattia professionale da esposizione a pesticidi avvenuto in Francia (Rapporto del 12 giugno 2013 dell’Istituto Nazionale di Sanità e Ricerca Medica francese INSERM ) che ha confermato associazione tra esposizione professionale a pesticidi e linfoma nonHodgkin, cancro alla prostata, mieloma multiplo, nonché di gravi rischi per la salute infantile quali ipospadia, leucemia, disturbi motori, deficit cognitivi e problemi comportamentali;
- dei gravi danni che queste sostanze arrecano agli ecosistemi ed all’ ambiente in generale;
- che il glifosate, principale diserbante usato, è persistente nel terreno e da alcuni ricercatori è ritenuto addirittura più tossico del DDT;
- che si riscontrano tracce di erbicida anche in donne e feti;
la Direttiva Comunitaria 2009/128/CE (art.11 e 12) e il Decreto Legislativo 2012/150 (art.14 e 15) impongono di eliminare o quanto meno ridurre al minimo l'utilizzo dei pesticidi, privilegiando prodotti fitosanitari a basso rischio (reg.CE 1107/2009) o misure di controllo biologico, in aree specifiche tra cui parchi, giardini, cortili scolastici, lungo le strade e le vie ferroviarie, in prossimità di strutture sanitarie, di corsi d'acqua superficiale e di zone naturali protette (direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE, direttiva “uccelli” 79/409 CEE, e direttiva “Natura 2000” 92/43 CEE);
in virtù:
del principio di precauzione e di prevenzione ( definiti in seno alla Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro 1992 ), e dell'art.32 della Costituzione Italiana (tutela della salute dell'uomo)
CHIEDIAMO
di riconsiderare completamente la scelta di un nuovo appalto per il diserbo chimico, compiendo un passo nuovo, verso una concezione evoluta di cura del verde urbano,
nello specifico:
- vietare l'uso di fitosanitari, diserbanti e biocidi per aree ad uso pubblico (facendo riferimento a tutti quei prodotti fitosanitari e biocidi non previsti dal Reg CE n°834/2007 relativo alla produzione biologica) nelle aree non agricole del Comune (Villa Comunale, parchi, cigli stradali e ferroviari, fossi, viali , verde pubblico, ecc...);
- privilegiare metodi di controllo biologici, come previsto dalla normativa comunitaria e nazionale (Direttiva 2009/128/CE art 11 e 12, Decreto legislativo 2012/150 art.14 e 15) e tenendo conto di vari disciplinari gia esistenti e adottati per la gestione eco-compatibile e biologica del verde pubblico e privato ( ad esempio il protocollo www.bio-habitat.com seguito dal Comune di Faenza sin dal 2006, dal Comune di Bologna dal 2011, dal Comune di Modena e altri.);
- utilizzare alternative naturali all’ uso indiscriminato di diserbanti quale la semina di alcuni tipi di leguminose come il trifoglio, che permangono per anni senza necessità di molte cure, che oltre ad arricchire il terreno di azoto, è una specie che non offre spazio di crescita ad altre infestanti.
Cordiali Saluti.
M5S ATTIVISTI LECCE
RICHIESTA DI ADESIONE AL MANIFESTO CONTRASTO AL GIOCO D'AZZARDO:
Lecce 8 luglio 2014
Il testo integrale della nostra istanza protocollata al comune di Lecce:
OGGETTO : Richiesta di mettere al prossimo Consiglio Comunale il seguente ODG: ADESIONE AL MANIFESTO DEI SINDACI A CONTRASTO DEL GIOCO D’AZZARDO
-il malato di gioco (GAP – Gioco d’Azzardo Patologico) è cronicamente e progressivamente incapace di resistere all’impulso di giocare e spesso si trova nella condizione di dover chiedere prestiti a usurai o a fonti illegali, oppure di venire arrestato per falsificazione, frode, appropriazione indebita o evasione fiscale, mirate a ottenere danaro per giocare;
- i Sindaci, responsabili nei Comuni dell’assetto delle funzioni del territorio, della salute dei cittadini, dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, rappresentanti delle comunità di cui devono curarne gli interessi e promuoverne lo sviluppo, sono privi di qualsiasi strumento normativo atto a programmare l’apertura, la gestione e il funzionamento delle sale gioco e di tutti gli altri luoghi in cui sia possibile giocare d’azzardo;
Il testo integrale della nostra istanza protocollata al comune di Lecce:
OGGETTO : Richiesta di mettere al prossimo Consiglio Comunale il seguente ODG: ADESIONE AL MANIFESTO DEI SINDACI A CONTRASTO DEL GIOCO D’AZZARDO
Il Meetup M5S ATTIVISTI LECCE, nell'ottica di sostegno alle politiche virtuose, chiediamo che venga messa all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale l'adesione al MANIFESTO DEI SINDACI A CONTRASTO DEL GIOCO D’AZZARDO
Premesso che:
- I dati forniti dall’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato, che per lo Stato Italiano regola e controlla l’intero comparto dei giochi, confermano la grande espansione del gioco d’azzardo in tutte le Regioni d’Italia: il gioco d’azzardo è la terza industria italiana, con il 12% della spesa delle famiglie, una raccolta nazionale di circa 80 miliardi di euro nel 2011, 5.000 aziende, 120 mila addetti, 400.000 slot macchine, 6.181 punti gioco autorizzati, il 4% del Pil nazionale, oltre il 15% del mercato europeo e oltre il 4,4% del mercato mondiale, il 23% del mercato mondiale del gioco online;
- sono 15 milioni i giocatori abituali, di cui 2 milioni a rischio patologico e circa 800.000 i giocatori già malati;
- sono necessari 5-6 miliardi l’anno per curare i dipendenti dal gioco patologico e dalle tasse sul gioco ne vengono incassati meno di 8;
- i dati confermano una grande diffusione del gioco anche tra gli adolescenti e le persone più interessate al gioco sono le fasce più deboli e fragili della nostra società, chi ha una minore scolarizzazione, chi ha un lavoro più precario, chi è in difficoltà nel trovare una propria identità;
considerato che:
- la dipendenza dal gioco è una vera e propria malattia che compromette lo stato di salute fisica e psichica del giocatore, il quale non riuscirà a uscirne da solo;
-il malato di gioco (GAP – Gioco d’Azzardo Patologico) è cronicamente e progressivamente incapace di resistere all’impulso di giocare e spesso si trova nella condizione di dover chiedere prestiti a usurai o a fonti illegali, oppure di venire arrestato per falsificazione, frode, appropriazione indebita o evasione fiscale, mirate a ottenere danaro per giocare;
- a volte giunge alla perdita del lavoro per assenteismo;
-tutto questo produce sofferenza, difficoltà di relazione anche all’interno della famiglia, litigi e vulnerabilità, fino al suicidio;
- nella maggior parte dei casi la patologia di GAP, oggi riconosciuta a livello nazionale nei LEA, non è suffragata da finanziamenti per interventi del servizio sanitario, così che nel nostro Paese si è prodotta una situazione a macchia di leopardo, con aree completamente prive di assistenza specifica e aree dove la sensibilità di alcune amministrazioni o operatori del privato sociale ha saputo creare servizi ed interventi efficaci;
- occorre garantire ai giocatori patologici gli stessi diritti riconosciuti ai malati di altre dipendenze: il diritto alla cura gratuita e il diritto al mantenimento del posto di lavoro durante la cura;
Considerato inoltre che:
- Il gioco d’azzardo è un mercato tanto ricco e diffuso in modo capillare da richiamare la presenza delle mafie anche nel gioco legale, come dimostrano le numerose indagini delle direzioni distrettuali antimafia in tutta Italia;
- il gioco lecito è diventato uno dei settori di maggiore interesse per il riciclaggio, rendendo molto più semplice il passaggio di grandi flussi di danaro tramite internet;
- le mafie sono presenti quindi nelle sale bingo usate come lavanderie per la pulizia di soldi sporchi, nell’imposizione di noleggio di apparecchi, nei prestiti usurai ai giocatori indebitati, nei racket delle slot machine, nell’acquisto dei biglietti vincenti di Lotto, SuperEnalotto, Gratta e Vinci, pagati con notevole sovraprezzo sia per ripulire il denaro sia per giustificare l’acquisto di beni e attività commerciali, eludendo così i sequestri, con danno umano, sociale, economico enorme;
- la presenza di punti di gioco attira anche la criminalità spicciola, con furti, scippi e minacce, portando insicurezza e degrado nei paesi e nelle città;
Valutato inoltre che:
- Il sistema normativo vigente e di controllo è totalmente insufficiente a disciplinare e a
sanzionare situazioni che presentano già enormi costi sociali;
- i Sindaci, responsabili nei Comuni dell’assetto delle funzioni del territorio, della salute dei cittadini, dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, rappresentanti delle comunità di cui devono curarne gli interessi e promuoverne lo sviluppo, sono privi di qualsiasi strumento normativo atto a programmare l’apertura, la gestione e il funzionamento delle sale gioco e di tutti gli altri luoghi in cui sia possibile giocare d’azzardo;
Visto:
- Il manifesto nazionale dei Sindaci contro il gioco d'azzardo, promosso dalle Associazioni da "Terre di mezzo", "Scuola delle Buone Pratiche", "Fa' la cosa giusta!", "Legautonomie", a cui hanno aderito già decine di Comuni Italiani e che chiede una nuova Legge nazionale, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura;
- che Il Manifesto inoltre chiede che sia consentito il potere di ordinanza dei sindaci per definire l’orario di apertura delle sale gioco per stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e che sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie locali il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo.
Ritenuto che:
- sia indispensabile mettersi in rete con altre Amministrazioni e altri territori, con le Asl, le Prefetture e le Questure, per costruire un fronte ampio di informazione, formazione e contrasto a questo tipo di gioco che si sta rivelando una vera emergenza sociale;
- sia altresì indispensabile costruire reti in ogni territorio coinvolgendo parrocchie, scuole, associazioni, volontari, polizia locale e forze dell’ordine per attivare iniziative culturali e formative, attività di controllo e di prevenzione finalizzate a recuperare i valori insostituibili della cultura per conoscere e comprendere la portata e le conseguenze del gioco d’azzardo, costruire nuovi atteggiamenti e nuove mentalità, recuperare i valori fondanti delle nostre società basati sul lavoro, sull’impegno e sui talenti;
CHIEDE
- l'adesione al su citato Manifesto dei Sindaci, pubblicizzando tale atto attraverso tutti i canali di comunicazione;
- di promuovere, attraverso l'Assessorato Politiche Sociali, Politiche Educative, Pubblica Istruzione, Politiche delle Famiglia, interventi educativi e d’informazione, culturali e formativi, per ritrovare il piacere nelle cose della vita quotidiana, nelle relazioni, nel lavoro, nello sviluppo dei talenti, nella fatica, nell’amicizia, nella condivisione delle esperienze, nelle radici della cultura da cui trarre le ragioni e le prospettive della vita.
M5S ATTIVISTI LECCE
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