martedì 7 ottobre 2014

DISCARICA DI CORIGLIANO: INTERROGAZIONE A CAMERA E SENATO

Lecce 05 aprile 2014



I parlamentari pugliesi del MoVimento 5 Stelle hanno presentato due interrogazioni, una al Senato e l’altra alla Camera dei Deputati, indirizzata alla Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ed al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Focus sulle ragioni e le procedure di conduzione dell’unico studio idrogeologico in base al quale la Regione Puglia ha individuato come sito Corigliano d’Otranto, il promuovere un’azione di sollecito nei confronti della Regione affinché venga realizzato l’impianto di compostaggio richiesto dai sindaci, al fine di dare una spinta alla differenziata della città di Lecce (ferma tra il 7% ed il 17%) e dei comuni salentini, che consenta la non entrata in funzione dell’impianto. 

In questi anni abbiamo assistito a un indegno scarica barile tra Regione, tecnici e dirigenti vari intorno alla concessione di questa incosciente autorizzazione che trova l’unica e reale giustificazione negli interessi tutelati della Cogeam (gruppo Marcegaglia) da parte del Presidente Vendola. Quest’ultimo, volutamente, rimane sordo e muto nei confronti del dissenso della popolazione, delle riserve dell’Acquedotto pugliese che già negli anni ’80 si espresse a sfavore di questo insediamento sopra il bacino acquifero più importante del Salento. Tutto questo è aggravato dal fatto che la falda è soggetta ad un inarrestabile processo di salinizzazione delle vene sotterranee. Infine, si richiede che i Ministri promuovano un’azione di sollecito nei confronti della Regione per bonificare la vecchia discarica, insistente sulla stessa falda!
Il Presidente della Regione Nichi Vendola ignora lo studio idrogeologico effettuato dall’Istituto di ricerca protezione idrogeologica di Bari che concludeva “la vulnerabilità dell’acquifero di Corigliano è risultata notevole, da alta a molto elevata, mentre la qualità delle acque – tuttora ancora buona – si è dimostrata sensibile alla posizione e all’azione di centri di pericolo e i rischi di degrado qualitativo sono risultati non trascurabili”. Il paradosso si celebra con lo studio effettuato dalla stessa Cogeam che converge sulle stesse criticità.

Da Fitto a Vendola si è avuta la sintonia per non bonificare il sito precedente, agevolare la Cogeam a sicuro danno per la salute dei cittadini, inquinare e, soprattutto, ignorare il grido di cittadini, sindaci ed ambientalisti.

M5S ATTIVISTI LECCE

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