martedì 7 ottobre 2014

lL DISERBO BIO E' POSSIBILE: A GARANZIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL' AMBIENTE

Come vi avevamo anticipato, stamane abbiamo protocollato la nostra proposta scaturita dalla notizia che a breve, l'assessore alle politiche ambientali Andrea Guido, avrebbe avviato un nuovo bando pubblico di tre anni per accorpare i servizi di diserbo chimico e meccanico.


Abbiamo chiesto al sindaco, all'assessore di riferimento e al presidente della commissione ambiente di compiere un passo verso una nuova concezione di cura del verde urbano, che privilegi il controllo biologico e bandisca il diserbo chimico dichiaratamente pericoloso per la salute umana.



In Italia si distribuisce circa il 33% della quantità totale di insetticidi utilizzati nell'intero territorio comunitario, mediamente un terzo della frutta nei nostri piatti presenta residui di fitofarmaci (con fino a nove sostanze attive), il Morbo di Parkinson è stata riconosciuta malattia professionale da esposizione a pesticidi, che portano inoltre a cancro alla prostata, mieloma multiplo, e gravi rischi per la salute infantile quali ipospadia, leucemia, disturbi motori, deficit cognitivi e problemi comportamentali, per non contare i gravi danni che queste sostanze arrecano agli ecosistemi ed all’ ambiente in generale;

Le direttive comunitarie impongono di ridurre al minimo l'utilizzo dei pesticidi, privilegiando misure di controllo biologico, sopratutto in aree specifiche pubbliche come parchi, giardini, cortili scolastici, strade, vie ferroviarie, strutture sanitari oltre che corsi d'acqua e zone naturali protette.

Per questo chiediamo a questa amministrazione di compiere un passo nuovo tenendo conto di vari disciplinari già esistenti e adottati per la gestione eco-compatibile e biologica del verde pubblico, come il protocollo bio-habitat.com seguito dal Comune di Faenza sin dal 2006 e dal Comune di Bologna dal 2011.

Di seguito il testo completo della nostra istanza: 

Al Sindaco di Lecce P. Perrone 
All' Assessore alle Politiche Ambientali A. Guido
Al Presidente della Commissione Ambiente Garrisi

OGGETTO : Richiesta di divieto diserbo chimico in aree pubbliche e avvio di nuove pratiche di cura del verde urbano.

Noi cittadini attivisti del Meetup M5S ATTIVISTI LECCE, nell'ottica di sostegno alle politiche virtuose, venuti a conoscenza, in Commissione Ambiente riunitasi il giorno 11 settembre 2014, della volontà espressa dell' assessorato di riferimento, di voler avviare un bando pubblico di tre anni per accorpare i servizi di diserbo chimico, meccanico e disinfestazione, 
preso atto:
- che in Italia si distribuisce circa il 33% della quantità totale di insetticidi utilizzati nell'intero territorio comunitario (Atti del convegno Isde “Uso dei pesticidi e salute”, Brescia 2012 );
- della strategia della Commissione Europea per la riduzione degli effetti sulla salute umana e l'ambiente di biocidi e pesticidi;
- del rapporto Legambiente “Pesticidi nel piatto”, secondo il quale almeno un terzo (36%) dei campioni di frutta e verdura analizzati presenta residui di fitofarmaci e che sono in aumento i campioni di frutta e verdura con fino a nove sostanze attive presenti contemporaneamente (Legambiente, “Pesticidi nel piatto 2012);
- del Rapporto ISPRA che documenta l’ulteriore incremento di pesticidi nelle acque superficiali e profonde, soprattutto erbicidi, del nostro paese rispetto al passato (ISPRA "Rapporto Nazionale pesticidi nelle acque: dati 2009-2010. Edizione 2013");
- dei rischi per la salute umana, in particolare per gli organismi in via di sviluppo e per l’infanzia anche a dosi minimali: azione di perturbatori endocrini, danni neuropsichici, effetti oncogeni e teratogeni e altro ancora, attestati da una letteratura scientifica sempre più corposa;
- del riconoscimento giuridico del Morbo di Parkinson come malattia professionale da esposizione a pesticidi avvenuto in Francia (Rapporto del 12 giugno 2013 dell’Istituto Nazionale di Sanità e Ricerca Medica francese INSERM ) che ha confermato associazione tra esposizione professionale a pesticidi e linfoma nonHodgkin, cancro alla prostata, mieloma multiplo, nonché di gravi rischi per la salute infantile quali ipospadia, leucemia, disturbi motori, deficit cognitivi e problemi comportamentali;
- dei gravi danni che queste sostanze arrecano agli ecosistemi ed all’ ambiente in generale;
- che il glifosate, principale diserbante usato, è persistente nel terreno e da alcuni ricercatori è ritenuto addirittura più tossico del DDT;
- che si riscontrano tracce di erbicida anche in donne e feti;
considerato che:
la Direttiva Comunitaria 2009/128/CE (art.11 e 12) e il Decreto Legislativo 2012/150 (art.14 e 15) impongono di eliminare o quanto meno ridurre al minimo l'utilizzo dei pesticidi, privilegiando prodotti fitosanitari a basso rischio (reg.CE 1107/2009) o misure di controllo biologico, in aree specifiche tra cui parchi, giardini, cortili scolastici, lungo le strade e le vie ferroviarie, in prossimità di strutture sanitarie, di corsi d'acqua superficiale e di zone naturali protette (direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE, direttiva “uccelli” 79/409 CEE, e direttiva “Natura 2000” 92/43 CEE); 
in virtù: 
del principio di precauzione e di prevenzione ( definiti in seno alla Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro 1992 ), e dell'art.32 della Costituzione Italiana (tutela della salute dell'uomo) 
CHIEDIAMO 
di riconsiderare completamente la scelta di un nuovo appalto per il diserbo chimico, compiendo un passo nuovo, verso una concezione evoluta di cura del verde urbano, 
nello specifico:
- vietare l'uso di fitosanitari, diserbanti e biocidi per aree ad uso pubblico (facendo riferimento a tutti quei prodotti fitosanitari e biocidi non previsti dal Reg CE n°834/2007 relativo alla produzione biologica) nelle aree non agricole del Comune (Villa Comunale, parchi, cigli stradali e ferroviari, fossi, viali , verde pubblico, ecc...); 
- privilegiare metodi di controllo biologici, come previsto dalla normativa comunitaria e nazionale (Direttiva 2009/128/CE art 11 e 12, Decreto legislativo 2012/150 art.14 e 15) e tenendo conto di vari disciplinari gia esistenti e adottati per la gestione eco-compatibile e biologica del verde pubblico e privato ( ad esempio il protocollo www.bio-habitat.com seguito dal Comune di Faenza sin dal 2006, dal Comune di Bologna dal 2011, dal Comune di Modena e altri.);
- utilizzare alternative naturali all’ uso indiscriminato di diserbanti quale la semina di alcuni tipi di leguminose come il trifoglio, che permangono per anni senza necessità di molte cure, che oltre ad arricchire il terreno di azoto, è una specie che non offre spazio di crescita ad altre infestanti.

Cordiali Saluti.

M5S ATTIVISTI LECCE

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