Al cittadino portavoce On.le Luigi Di Maio, Vicepresidente della Camera dei deputati:
lettera aperta di attivisti di Lecce a proposito del c.d. "Caso Cucchi"
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Ci consenta di chiamarla On.le, cittadino portavoce del Movimento 5 stelle Luigi di Maio.
Ci piace continuare a pensare che Lei -- e gli altri che in fotocopia l’hanno imitata -- rammenti il contenuto dell’art. 54 comma due della Costituzione Repubblicana.
Nel caso non lo avesse presente e sottomano lo riportiamo qui: "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge".
Nella prima pagina del Messaggero di oggi Lunedì 3 novembre 2014 (e rimarchiamo la data perché Lei – e gli altri fotocopiatori -- l’abbia a ricordare nel futuro) c’è la seguente dichiarazione che il Procuratore di Roma dott. Pignatone, ha pronunziato: "Non è accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia, non per cause naturali, mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello Stato".
Vede On.le portavoce e Vice Presidente della Camera dei deputati eletto dal Movimento 5 stelle, ci saremmo aspettato che Lei -- e gli altri che in fotocopia l’hanno imitata – manifestassero lo stesso onorevole senso dello Stato di diritto e non quanto pubblicato che, sempre perché Lei -- e gli altri fotocopiatori – possano nel futuro rammentarlo, qui di seguito riportiamo: "Gli uomini in divisa hanno avuto e avranno sempre il nostro sostegno. Garantire più sicurezza a chi fa sicurezza in Italia è un impegno che abbiamo preso e a cui non abbiamo intenzione di sottrarci. Ma in questi giorni alcuni sindacalisti potevano cogliere l'occasione per tacere. Rispettiamo la sentenza Cucchi ma anche il dolore della famiglia.".
Lei Onorevole Portavoce e Vice Presidente della Camera dei Deputati, ha il dovere, morale, istituzionale e giuridico di adempiere alle funzioni con onore istituzionale e, quindi, di parteggiare per la Giustizia e non per l’omertà degli apparati statali opachi e manifesti. Rammenterà certamente l’opacità Istituzionale del processo alla c.d. trattativa Stato–Mafia e, crediamo, ricorderà quanta omertà connotò i fatti dei pestaggi e delle torture a Genova dove la locale Procura della Repubblica poté inchiodare i responsabili delle forze dell’ordine, omertose e depistanti, grazie alle testimonianze di cittadini che consentirono di perseguire e portare a condanna i responsabili dello scempio.
Ecco, On.le Vice Presidente della Camera e portavoce del Movimento 5 Stelle, la differenza è tutta qui, perché per il povero Cucchi e per la sua famiglia non c’erano testimoni esterni agli apparati che potessero far luce su quanto accaduto e c.d. “servitori dello Stato” hanno omertosamente e di concerto operato perché la Giustizia non potesse accertare la verità che il dott. Pignatone ha descritto e cioè che un cittadino arrestato non è morto per cause naturali mentre era in situazione di detenzione. Lei – e gli altri fotocopiatori – manifestate “sostegno” – generico ed incondizionato quindi -- alle forze dell’ordine per la funzione di tutela che svolgono. E’ giusto e corretto, è anche cosa buona.
Ecco, On.le Vice Presidente della Camera e portavoce del Movimento 5 Stelle, la differenza è tutta qui, perché per il povero Cucchi e per la sua famiglia non c’erano testimoni esterni agli apparati che potessero far luce su quanto accaduto e c.d. “servitori dello Stato” hanno omertosamente e di concerto operato perché la Giustizia non potesse accertare la verità che il dott. Pignatone ha descritto e cioè che un cittadino arrestato non è morto per cause naturali mentre era in situazione di detenzione. Lei – e gli altri fotocopiatori – manifestate “sostegno” – generico ed incondizionato quindi -- alle forze dell’ordine per la funzione di tutela che svolgono. E’ giusto e corretto, è anche cosa buona.
Ma cosa ha a che vedere quanto accaduto al povero Stefano Cucchi con il rispetto per la funzione di ordine pubblico? Quanto avevano a che vedere le torture di Genova con la tutela dell’ordine pubblico? Quanto ha a che vedere la vicenda della trattativa Stato – Mafia con la tutela dell’ordine pubblico e, soprattutto, Cittadino Portavoce Di Maio (e pedissequi fotocopiatori), cosa hanno a che spartire la disciplina e l’onore che devono istituzionalmente connotare l’azione degli “uomini in divisa” con l’omertà di alcuni di loro che, giustamente, indigna anche il dott. Pignatone?
Certo che le sentenze si rispettano. Ma quale etica dello Stato, quale canone del movimento 5 stelle, consente di porgere vicinanza alla famiglia del povero S. Cucchi e di manifestare, al contempo, generico sostegno a chi quella famiglia ha tradito e giuridicamente stuprato?
Lei sig. Vice Presidente della Camera dei deputati ha il dovere istituzionale e morale -- a nome della famiglia Cucchi e del suo disgraziato Stefano, cittadini inermi contro gli apparati omertosi implicitamente denunziati dal dott. Pignatone -- di chiedere dall’ alto del Suo Scranno Istituzionale che lo Stato, da Lei rappresentato, faccia chiarezza su di una vicenda torbida ed opaca, che nega lo Stato di Diritto.
Se lo avesse dimenticato, sig. Vice Presidente della Camera, Lei è stato eletto dai cittadini Italiani perchè il Movimento 5 Stelle si è assunto il compito, non di breve durata ma di lunga lena, di dare voce ad un nuovo umanesimo che rimetta al centro della storia, agli inizi del terzo millennio, l’uomo con i suoi nuovi bisogni traditi dalla corsa finanziaria globale agli arricchimenti predatori di pochi con danno di tutti gli altri. I nuovi bisogni, Egregio sig. Presidente della Camera dei Deputati ed onorevole portavoce sono le stelle del movimento ed essi hanno poco ed anzi niente da spartire con comunicati politicamente corretti che, confusi, ne offuscano i postulati fondativi: giustizia ed equità sociale, ambiente e lotta contro i predatori della natura, tutela dei deboli e lotta contro lo sfruttamento selvaggio delle donne e degli uomini del pianeta a favore dei pochi che ogni giorno ampliano i loro possedimenti, salute etc. etc.
La preghiamo, Sig. Vice Presidente della Camera, affinché Lei (ed i suoi fotocopiatori) chieda scusa alla famiglia Cucchi anche per rispetto della memoria del povero Stefano e, soprattutto, chieda scusa a tutte le forze dell’ordine pubblico oneste ed operose che, certamente, non avranno gradito il suo generico sostegno anche ai malfattori in divisa che sono responsabili dei fatti accaduti.
M5S Attivisti Lecce

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