Il M5S ha portato la voce del territorio, auspicando un'intenzione condivisa di tutte le forze politiche e un'iniziativa forte dal parte della Regione ad opporti non solo all'art. 38 ma a tutto lo Sblocca Italia.
Completamente assenti invece i rappresentanti della sinistra. Ci chiediamo se gli elettori del PD e di SEL non abbiano voglia di avere voce in capitolo. Ci chiediamo se gli elettori di SEL e del PD vogliono gasdotti e trivelle. Perché questo silenzio appare molto simile, al silenzio-assenso di Vendola, che nel 2010 permise che la Puglia fosse inserita nell'elenco dalle terre da colonizzare dalle multinaizonali dei gasdotti.
Questo l' intervento di Barbara Lezzi:
Si è infine convenuto di:
- promuovere presso ll’UE una moratoria sulle attività di ricerca di idrocarburi;
- attivare le procedure per valutare la possibilità di impugnare davanti alla
Corte Costituzionale il decreto sblocca Italia, soprattutto l’art. 38 nella parte che “spoglia” Regione e territori dalla possibilità di avere un reale peso nelle decisioni in materia di VIA attraverso pareri vincolanti;
- promuovere l’ampliamento o la nuova istituzione di aree marine protette per elevare il livello di tutela dell’ambiente marino;
-esprimere ferma contrarietà a qualsiasi attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi nel mare Ionio e lungo le Coste salentine e pugliesi;
e trasmettere il documento condiviso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, oltre che a Nichi Vendola.





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